Il copione
Pindalovex nasce dall’osservazione ripetuta dello stesso copione: grandi annunci di trasformazione digitale, entusiasmo iniziale, poi mesi di riunioni dove ognuno difende il proprio perimetro e nessuno mette in discussione i vecchi meccanismi di governance. I progetti partono, ma senza una regia esecutiva coerente, e alla prima revisione di budget tutto si riduce a tagli lineari.
Lo strappo
Dopo anni passati a guidare programmi digitali dall’interno di grandi organizzazioni, il fondatore ha capito che il vero collo di bottiglia non erano le squadre di progetto, ma la capacità dei vertici di prendere decisioni scomode, con informazioni parziali e interessi divergenti. Mancava uno spazio protetto dove il comitato potesse confrontarsi in modo onesto su priorità, rischi e limiti organizzativi.
La svolta
Da qui l’idea di creare una pratica specializzata nell’allineamento esecutivo per il cambiamento digitale, capace di parlare la lingua del business, della tecnologia e della finanza nello stesso tavolo. Non un ufficio progetti esteso, ma un interlocutore che aiuta il vertice a tenere insieme strategia, governance e modello di finanziamento, senza trasformare tutto in un esercizio teorico.
Il metodo
Nel tempo, lavorando con executive team di settori diversi, abbiamo consolidato un modello proprietario di lavoro, il Framework di Allineamento Esecutivo, aggiornato costantemente con casi reali. Non promette scorciatoie, ma offre una struttura chiara per decidere cosa fermare, cosa accelerare e come sostenere il cambiamento nel medio periodo. Risultati concreti, ritmo realistico, responsabilità condivise.
I valori che ci guidano
I nostri valori non sono frasi da parete, sono criteri operativi che usiamo per decidere quali incarichi accettare, come stare al tavolo con te e quando dirti che una scelta non è sostenibile nel tuo contesto.
Chiarezza strategica
Per noi la strategia digitale non è una presentazione annuale, ma un insieme di scelte esplicite su dove concentrare attenzione, capitale e tempo del management. Ti aiutiamo a ridurre il rumore, a collegare poche priorità chiare ai meccanismi di governance e al budget, così che ogni iniziativa sappia perché esiste e cosa deve dimostrare per continuare a vivere.
Empatia concreta
Ogni trasformazione tocca persone, identità professionali e potere interno. Lavoriamo con empatia verso chi dovrà attuare le decisioni, portando in superficie timori e resistenze in modo rispettoso. Questo non significa evitare le scelte difficili, ma prenderle con consapevolezza degli impatti, costruendo percorsi di cambiamento che non brucino le energie della tua organizzazione.
Responsabilità condivisa
Non ci limitiamo a raccomandare, chiediamo che ogni decisione abbia un responsabile, un orizzonte temporale e indicatori essenziali per valutarne l’avanzamento. Preferiamo pochi impegni presi sul serio piuttosto che piani dettagliati che nessuno segue. Lavoriamo perché il tuo comitato esecutivo possa guardarsi negli occhi e riconoscere pubblicamente le proprie scelte.
Impatto misurabile
Misurare tutto è impossibile, non misurare nulla è comodo ma pericoloso. Ti aiutiamo a definire un set sobrio di evidenze per capire se la trasformazione sta producendo effetti reali sul business, sull’operatività e sulla capacità organizzativa. Non promettiamo esiti standard, i risultati possono variare, ma pretendiamo che ogni iniziativa abbia un senso verificabile nel tempo.
Le persone che siedono al tavolo con te
Luca Ferri, fondatore e lead consultant
Guida i lavori con i comitati esecutivi su strategia digitale, governance e priorità di investimento.
Marta Rinaldi, advisor per il cambiamento organizzativo
Si occupa di modelli operativi, impatti sulle persone e dinamiche tra funzioni nella trasformazione.
Davide Conti, advisor per controllo di gestione
Collega portafogli di iniziative, budget pluriennali e metriche di performance esecutiva.
Elena Moretti, senior advisor per governance
Supporta consigli di amministrazione e comitati rischi nei meccanismi di supervisione dei programmi digitali.
Storia e casi
Ogni tappa della nostra storia nasce da un conflitto reale tra ambizioni digitali e capacità organizzativa, trasformato in un metodo di lavoro più lucido con i vertici aziendali.
Giulia B.
Chief Transformation Officer, Gruppo industriale
Il gruppo aveva lanciato numerose iniziative digitali in parallelo, senza una regia unica, con sponsor in competizione e un budget che cambiava a ogni trimestre.
È stato creato un portafoglio unico di iniziative, con criteri chiari di priorità e un calendario decisionale esecutivo stabile nel tempo.
"Pindalovex ci ha costretto a guardare in faccia le incoerenze tra narrativa strategica e scelte di budget, aiutandoci a chiudere progetti marginali e a proteggere quelli davvero critici. Il processo è stato intenso, a tratti scomodo, ma il comitato oggi discute con dati comuni e linguaggio condiviso."
Marco L.
Direttore Generale, Servizi B2B
In una realtà di servizi, ogni funzione difendeva il proprio percorso digitale, mentre i clienti percepivano un’esperienza frammentata e lenta, con continui rimpalli interni.
È stato definito un modello di governance trasversale, con responsabilità end to end e un set essenziale di metriche condivise tra funzioni.
"Con Pindalovex abbiamo smesso di discutere in astratto di customer journey e abbiamo messo sul tavolo le scelte organizzative da prendere. Hanno facilitato conversazioni difficili tra commerciale, operations e IT, mantenendo sempre il focus su decisioni concrete e misurabili."
Serena V.
Responsabile Innovazione, Istituto finanziario
La banca aveva più comitati e forum sul digitale, ma nessuno con mandato chiaro, tempi definiti e collegamento esplicito con il piano industriale pluriennale.
Sono stati ridotti e riprogettati i comitati esistenti, con un calendario decisionale integrato nel ciclo di pianificazione e revisione del piano.
"Pindalovex ha portato un punto di vista esterno molto pragmatico, senza vendere sogni. Hanno aiutato il top management a semplificare la struttura di governance, chiarendo chi decide cosa e quando. Avrei apprezzato ancora più supporto operativo nella fase successiva, ma il cambio di passo è stato evidente."